Crisi nocciola, Petracca: la Regione in campo per lo stato di calamita’

«Quello che sta accadendo in questi mesi nella coltura della nocciola in Campania ed in particolare in Irpinia presenta senza dubbio il carattere dell’eccezionalità in termini negativi. Non bisogna però perdersi in inutili lamentazioni ed agire con lucidità, individuando quelli che sono gli strumenti a disposizione per fronteggiare la crisi in atto». Lo ha dichiarato Maurizio Petracca, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, intervenendo ad Aiello del Sabato alla tavola rotonda promossa nell’ambito della manifestazione “Nocciolandia” alla quale hanno partecipato rappresentanti delle organizzazioni di categoria, imprenditori della filiera corilicola, agronomi.

«La strada maestra – ha aggiunto il presidente Petracca – resta quella della richiesta dello stato di calamità naturale. E’ una procedura tutto sommato celere che passa per la Regione ma la cui competenza è ministeriale. Chiedo agli imprenditori, perciò, di compattarsi e di avviare l’iter, raccogliendo tutti quegli elementi probanti necessari a dimostrare lo stato di crisi in cui il comparto si trova. Da presidente della Commissione Agricoltura garantisco il mio impegno ad imprimere una velocizzazione in questa prima fase di istruttoria attraverso la redazione e la sottoscrizione di una risoluzione indirizzata alla giunta regionale della Campania. E’ chiaro che è necessario un maggiore dinamismo da parte del comparto per porre in essere tutti gli adempimenti necessari. Limitarsi a denunciare la difficoltà senza far seguire atti concreti serve a ben poco».

«Per il prossimo futuro – ha concluso Maurizio Petracca – è possibile mettere in campo una strategia che possa essere utile a rendere più coeso e competitivo il settore. Come già accaduto per altre filiere, e mi riferisco in particolare al castanicolo, si può mettere in campo uno strumento legislativo che preveda forme di premialità di fronte a raggruppamenti di imprese fino alla modalità consortile. Si tratta di opportunità che altrove sono state colte e che contribuirebbero a spezzare l’isolamento in cui ciascuna azienda, in particolare in questo settore, mi pare si trovi ad operare. In più c’è la nuova programmazione comunitaria, il nuovo Psr. E’ mia intenzione contribuire alla scrittura di una strategia che tenga conto delle esigenze dei singoli comparti. Lo farò anche con la filiera della corilicoltura, raccogliendo quelle che sono le sollecitazioni che arrivano dal tessuto produttivo».